CIAO! COSA CERCHI IN VALTELLINA?

10/07/2020

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Italia Nostra Onlus

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03/06/20

La Val Masino, nel corso dei secoli, è sempre stata una Valle isolata, non intaccata dai fenomeni storici che hanno contraddistinto il resto dei territori della nostra Provincia. Essa è riuscita a rimanere immune sia dal Dominio Grigione che dallo stesso Sacro Macello.

Fino alSettecentoin questi luoghi non esisteva nemmeno una parrocchia, mentre i pascoli appartenevano ai comuni di Mello o di Civo e si popolavano stagionalmente durante la transumanza.

Oggi, al contrario, risulta un lembo di terra invaso dal turismo massivo che comporta l’alterazione dell’integrità e dell’identità di un territorio.

Le cronache di questi giorni ci hanno resi testimoni di quanto i valori come tutela del paesaggio, preservazione delle specie, mantenimento delle storie e delle tradizioni divengano lettera morta per far spazio ad una invasione incivile.

Italia Nostra ritiene grave che un allevatore, nonostante contribuisca con il suo lavoro a mantenere intatto un paesaggio e a preservare dall’estinzione una specie animale autoctona, venga arbitrariamente schiacciato da una macchina burocratica irrispettosa dei valori quali bellezza, identità, tutela della valle per prevenire un ingordo di autovetture lungo la strada.

Quanto accaduto mette in luce quanto la società moderna tenda a trangugiare ciò che ci rimane di antico.

Questo allevatore non è un semplice pastore, ma rappresenta l’ultimo presidio di una storia quasi millenaria che ha sempre contraddistinto le genti di questa vallata.

Egli è l’ultima persona che mantiene ancora viva per le generazioni future un modo di vivere e la natura di un territorio, considerato che da centinaia di anni pastori e agricoltori abitano questa tranquilla terra.

Stiamo ancora assistendo impotenti alla distruzione di quei pochi baluardi dell'identità di un popolo che stanno rischiando di cadere di fronte alla foga di erodere ogni terreno per dar spazio a parcheggi.

Cosa racconteremo ai figli della Valmasino orfani delle loro tradizioni, monchi delle loro origini? Chi dirà loro che la tranquillità e magnificenza di un territorio soccombe agli interessi di pochi?

La montagna è dei suoi animali, della sua vegetazione e di chi la abita ma soprattutto di chi ne conserva ora e nel futuro il suo rispetto.
Auspichiamo da parte dell’Amministrazione una maggiore considerazione della peculiarità del lavoro di quest’uomo.

Riteniamo che i prati espropriati non siano l’unica soluzione obbligata per risolvere un problema di accoglienza. E per questo Italia Nostra, coerentemente ai valori che da sempre l’ispirano fin dalla sua costituzione, opererà affinché un tale scempio venga presto interrotto.