Quattro anni di fila alla Miğiondàra, la passeggiata gastronomica d’autunno di Migiondo, a Sondalo. Con nessun altro evento mi era mai successo, e se continuo a tornarci un motivo c’è.
Quest’anno era la sesta edizione, domenica 11 ottobre, ed è andata sold out prima del previsto. La organizza APT Sondalo e da quest’anno è entrata anche nel calendario delle Sagre e fiere tradizionali della Lombardia, con il contributo di Regione Lombardia.
A me piacciono gli eventi dove c’è calma, dove posso camminare tranquilla, fermarmi a parlare, mangiare qualcosa di buono senza sentirmi schiacciata dalla folla. E la Miğiondàra è così.
È un po’ come decidere di fare una gita in montagna: una passeggiata in mezzo alla natura, con sette tappe dove assaggiare i prodotti del territorio, preparati e serviti dalle associazioni che partecipano all’iniziativa.
Ogni anno Luca di APT Sondalo mi invita e io accetto volentieri. So già che mi aspetta una giornata come piace a me, ma trovo sempre qualcosa di nuovo. Quest’anno, per esempio, c’erano le pizze di PizzAut Valtellina e le postazioni erano disposte in modo diverso.
Tra gli assaggi, una scoperta mi ha colpita particolarmente: la bevanda a base di miele e pino mugo di Butéga Valtellina, proposta sia in versione alcolica sia analcolica. Davvero buona, con un gusto diverso dalle solite bibite. Spero la mettano in vendita.
La mattina mi sono tenuta stretta la felpa, perché non sembrava una giornata caldissima. Poi, a mezzogiorno, nel grande prato dove ci si ritrova a mangiare e stare insieme, si stava benissimo. Sole caldo, nemmeno un filo d’aria e tutto lo spazio per godersi la giornata.
Famiglie con bambini, persone sedute sull’erba, musica, balli country. E intorno i primi colori dell’autunno, la stagione che amo di più. Mi piace questo: camminare senza fretta, guardarmi intorno, fermarmi quando ne ho voglia. Per i più piccoli c’erano anche i laboratori e una piccola zipline, da cui non li schiodavi più.
C’erano anche la chiesetta da visitare, le api, la smielatura e i prodotti a base di miele. E le signore del museo della Valfurva, gentilissime, che ci hanno mostrato come si carda e si fila la lana.
Qualcuno magari pensa: “Ma cosa mi interessa dei mestieri di una volta?”. A me interessano, perché raccontano anche da dove veniamo. E certe cose, come la lana lavorata a mano, oggi le cerchiamo di nuovo (e le paghiamo pure care).
Ho rivisto anche una persona che conoscevo dal paese di mio papà e che, credo, non vedevo da quarant’anni. Mi ha raccontato del suo lavoro con i pezzotti e dei telai portati nelle scuole di Sondalo per insegnare ai bambini a realizzarli. È stato bello fermarsi a chiacchierare anche di questo.
Le castagne, poi, mi hanno fatto pensare a mio papà, che me le preparava sempre. Un sapore che mi porto dietro con un po’ di nostalgia.
Poi ci sono gli incontri che, ormai, fanno parte della Miğiondàra. Come Fabio e Laura, di kicksintrip conosciuti tre anni fa: arrivano da Modena,e ogni anno ci ritroviamo qui, tra una chiacchiera e la foto di rito.
Quest’anno ho mangiato anche in compagnia di Andrea Scala, giornalista e amico. Tra un assaggio e una battuta, abbiamo concordato: evento promosso a pieni voti.
Una cosa mancava: i cornàtt. Accidenti! Ma li avevo già mangiati alla sagra, quindi per questa volta me ne sono fatta una ragione.
Luca mi aveva proposto anche la Miğiondàra in Rosa, la camminata del mattino che destina parte del ricavato all’Associazione Amazzoni, ma con la Pimpa, che ormai cammina pochissimo, non sono riuscita a partecipare. In questo momento devo pensare anche alla mia cagnetta vecchierella.
Ci tengo però a dire una cosa sui volontari. Noi arriviamo, mangiamo, ci divertiamo e spesso diamo per scontato che tutto debba funzionare. Dietro ci sono oltre 70 volontari che dedicano tempo, energie e giornate intere perché questa festa riesca bene. E il grazie va anche a loro.
Nella mia classifica personale, la Miğiondàra è al primo posto. Grazie Luca e grazie APT Sondalo: ne parlo così volentieri perché qui torno davvero con piacere.
L’anno prossimo, quando vedete comparire il nome Miğiondàra, fateci un pensiero. Se seguite Calendario Valtellinese, l’appuntamento non vi sfuggirà. I posti sono limitati e si esauriscono in fretta, quindi non aspettate troppo a prenotare.
Io vi direi di provarla almeno una volta. Poi magari ci ritroviamo là, a fare quattro chiacchiere.
La giornata la raccontiamo anche in video: [incorpora qui il video YouTube]