Da Bianzone, o comunque legati a Bianzone dalla stessa famiglia, sono usciti tre sportivi arrivati ai vertici assoluti nel Novecento: Nino Bibbia, primo oro olimpico invernale della storia italiana nello skeleton, il cugino Edy Bibbia, vicecampione italiano di salto con gli sci, e Giorgio Scarlatti, pilota di Formula 1 con la Maserati. Secondo le fonti storiche locali erano cugini, anche se non tutti sono nati a Bianzone: e questa è già la prima cosa da sapere.
Nino Bibbia, il primo oro olimpico invernale d'Italia
Nino Alfio Bibbia nasce a Bianzone il 15 marzo 1922. Poi la famiglia si trasferisce a St. Moritz, dove lavora nel commercio di frutta e verdura (non proprio l'anticamera classica di un campione olimpico). Ed è lì, quasi per caso, che scopre gli sport invernali.
Ai Giochi di St. Moritz del 1948 gareggia in tre discipline: bob a due, bob a quattro, skeleton. Ed è nello skeleton, sulla mitica Cresta Run, che succede l'imprevedibile: oro, con il tempo di 5'23"2, davanti allo statunitense John Heaton e al britannico John Crammond.
Il primo oro dell'Italia nella storia delle Olimpiadi invernali.
Una vittoria arrivata dopo pochissima pratica strutturata. Lo sport, per lui, era più stile di vita che allenamento. Ma nel resto della carriera diventa una leggenda vera sulla Cresta Run: 231 vittorie, tre titoli mondiali (1955, 1959, 1965), oltre duecento successi in totale. La pista di St. Moritz gli dedica ancora oggi la Nino Bibbia Challenge Cup. Nel 2026, con Milano Cortina, il Museo Nazionale dell'Emigrazione Italiana e la FISI ne hanno celebrato di nuovo la figura, e il Comune di Bianzone ha promosso iniziative per il suo ricordo. Muore a St. Moritz il 28 maggio 2013.
Edy Bibbia, il cugino che volava con gli sci
Di Edy Bibbia si hanno poche informazioni. Non per questo la sua storia conta di meno.
Nato nel 1921, bianzonasco, cresciuto in gran parte a St. Moritz dopo l'emigrazione della famiglia, condivide con Nino la passione per lo sci. Il risultato più solido, verificabile anche fuori dalle fonti locali: secondo posto al Campionato italiano di salto con gli sci del 1946, a Ponte di Legno, alle spalle di Giuseppe Muraro e davanti a Carlo De Lorenzi. Le cronache dell'epoca lo descrivono come una rivelazione, con uno stile influenzato dai modelli d'oltralpe.
Altri dettagli sulla sua carriera (slalom, discesa, gare all'estero) restano per ora nella sola documentazione storica locale, senza un secondo riscontro. Della sua vita si sa che muore, sempre secondo la stessa fonte, nel 1992.
Giorgio Scarlatti: di Bianzone di famiglia, non di nascita
Giorgio Scarlatti non nasce a Bianzone. Nasce a Roma, il 2 ottobre 1921, e a Roma muore, il 26 luglio 1990. Il legame con Bianzone è tutto familiare: originario del paese, cugino di Nino ed Edy, ci tornava regolarmente, con le vacanze a casa del cugino Edy in via Roma.
In pista, però, arriva lontano. Nel Mondiale di Formula 1 1957, con la Maserati, chiude decimo al Nürburgring, sesto a Pescara, e strappa un punto iridato a Monza (ventesimo posto finale, ex aequo). Corre anche alla 24 Ore di Le Mans, incluso il 1957 in coppia con Jo Bonnier su una Maserati 450S, e alla Targa Florio, dove nel 1958 arriva secondo assoluto con Jean Behra su una Porsche 718 RSK.
Nella Mille Miglia, nel 1956 vince la classe con la Maserati A6GCS. Nel 1957, con la Maserati 300S, chiude quarto assoluto.
Cugini alla lontana
La parentela tra i tre resta uno degli elementi più belli di questa storia. Erano cugini alla lontana: non fratelli di sangue stretto, ma della stessa, grande famiglia di paese.
Che il sangue fosse più o meno stretto, un fatto resta: da un paese piccolo come Bianzone, nello stesso giro di famiglia, sono usciti un oro olimpico, un protagonista del salto con gli sci e un pilota di Formula 1. Di paesi così, difficile trovarne un altro.
Lo raccontiamo anche in video
La storia dei 3 sportivi di Bianzone è protagonista del settimo episodio di Tra Radici e Segreti, la serie video che vede la collaborazione tra Calendario Valtellinese e Waltella Vibes.
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