CIAO! COSA CERCHI IN VALTELLINA?

16/04/2021

S. Lamberto

ACCESSO

Password Dimenticata?

Baudelaire spirito e materia

CONDIVIDI

08/04/21

Il 9 aprile 1821, esattamente duecento anni fa, nasceva a Parigi Charles Baudelaire. Grande interprete del Simbolismo francese, considerato uno dei più importanti poeti del XIX secolo, è stato un grande innovatore del genere lirico, nonché anticipatore del Decadentismo. Con Verlaine, Rimbaud e Mallarmé faceva parte del gruppo definito dei poeti maledetti. Per celebrare il duecentenario di questo importante poeta della storia della letteratura francese, ma anche mondiale.

Progetto Alfa propone tre dirette volte a celebrare e a divulgare la poesia del poeta. Saranno queste altrettante importanti occasioni per condividere la cultura sui social avvalendosi della spiegazione di alcuni esperti, per cogliere da una prospettiva differente della poetica di Baudelaire.   

Gli eventi programmati si svolgeranno secondo il seguente calendario:

  • 9 aprile alle ore 17: I PARADISI DI BAUDELAIRE. Con Francesca Cerutti, classe 1997, autrice (del romanzo NOI QUATTRO NEL MONDO pubblicato nel 2020), traduttrice, redattrice della rivista FRAMMENTI, laureata in Lingue per l’Impresa, parleremo di un Baudelaire inedito, un viaggio onirico con gli occhi del pittore Henry Matisse, anch’esso esponente del Simbolismo, ma in pittura.

 

  • 10 aprile alle ore 17 BAUDELAIRE I FIORI DEL DUALISMO. Con Massimiliano Zaino,   laureato in Filosofia della Comunicazione e in Storia della Filosofia, appassionato di Letteratura e di Arte, attualmente docente al Liceo “Felice Casorati” di Novara, autore di diversi saggi tra cui “Discorsi sulla stupidità Umana” con Massimiliano Greco, e collaboratore e membro della giuria del Premio internazionale di letteratura “Giovanni Bertacchi”, parleremo della concezione dualista di Baudelaire che si pone come continuazione degli ideali del Romanticismo e anticipazione della Scapigliatura milanese.

 

  • 11 aprile alle ore 17: VIRUS DU MAL. Un incontro con Dario Gambarin artista di Land Art cioè pittura su terra con aratro che ci presenterà la sua più recente opera così realizzata, con trattore, aratro, erpice rotante e nessun disegno preparatorio, nella sua Castagnaro. «Dicono che l’arte sia immortale, ma le sue opere svaniscono in un giorno. Eppure sono grandi. Grandissime. Come sei campi di calcio o forse ancora di più. Dario Gambarin è un pittore, ma la sua tela sono i campi di grano trebbiato e il suo pennello è l’aratro. Per l’esattezza un bivomere montato su di un trattore da 150 cavalli. Perché Dario ara la terra disegnando volti immensi, enigmatici, incomprensibili. Salvo ammirarli dal cielo. “L’idea mi venne (...) anni fa, dopo aver visto in Germania delle fotografie di land art. Opere perfette, ma tutte calcolate, stabilite, tracciate lungo un percorso predefinito. Roba da ingegneri. E mi sono detto: sarà anche arte, ma così che rischio c’è?”. Gambarin allora torna in Italia e fa visita alla famiglia di agricoltori. Senza informare suo padre prende un trattore e comincia a dissodare un campo secondo la propria immaginazione. E solo quella. Quando il babbo se ne accorge gli viene un accidente: “Ma sei diventato matto?”. Solo guardando le immagini aeree tutti capiscono che ha disegnato un volto gigantesco e fascinoso. “Quando dipingo su tela è un’emozione, ma nei campi la vastità del quadro e il rischio di sbagliare senza rimedio mi coinvolgono totalmente”.

Tre appuntamenti con la poesia, l’arte, appuntamenti per esplorare e valorizzare, conformemente ai principi etici che animano Progetto Alfa, tutto ciò che rende l’essere umano speciale, che può renderci migliori e più forti anche nei momenti più bui e che è il solo e unico motore di progresso rinascita e ripartenza. Ovvero tutto ciò che rende la vita degna di essere vissuta (e degni i social di essere usati).

 

Ufficio Stampa Progetto Alfa OdV