Un'edizione che rafforza il ruolo di manifestazione più rappresentativa dell'identità culturale del territorio, fortemente radicata, apprezzata dai residenti come dai visitatori di fuori provincia, che vede il coinvolgimento degli operatori locali e il sostegno incondizionato di enti pubblici, associazioni, consorzi di tutela e sponsor privati. La Mostra del Bitto, la più longeva in Valtellina e tra le più antiche in Lombardia, quest'anno festeggia la sua 119esima edizione: si svolgerà a Morbegno sabato 17 e domenica 18 ottobre. Dedicata a sua maestà il Bitto, il re dei formaggi valtellinesi, celebra l'arte casearia tramandata per generazioni e la maestria dei produttori che trascorrono l'estate in alpeggio. Insieme a salumi come la Bresaola, ai corposi vini rossi, alle fragranti mele di montagna, ai mieli di diverse fioriture, ritroviamo i pizzoccheri, il piatto tipico conosciuto in tutto il mondo. La macchina organizzativa è partita la primavera scorsa e il lavoro procede a pieno ritmo con la guida della Comunità Montana Valtellina di Morbegno che coordina il Comitato organizzatore. «Come ogni anno per la Mostra del Bitto alle aspettative del pubblico si accompagnano la volontà e l'impegno di tutti i partner per dare vita a una grande edizione - sottolinea il presidente Maurizio Papini -. Siamo ambiziosi e non ci accontentiamo perché il nostro territorio, ciò che rappresenta e ciò che offre, merita il meglio. Ringrazio sin d'ora gli enti pubblici, i consorzi di tutela, primo fra tutti il Consorzio di Tutela dei Formaggi Valtellina Casera e Bitto, Confcommercio, Confartigianato Imprese e Coldiretti e le aziende private che anche quest'anno sostengono la manifestazione: quando si lavora insieme, come una squadra, si raggiungono grandi risultati e noi vogliamo far crescere ulteriormente la Mostra del Bitto puntando sulla qualità».
Un format di grande successo che ogni anno sorprende per la capacità di rinnovarsi e di reinventarsi, mantenendo fede alla tradizione, con uno sguardo rispettoso e ammirato nei confronti dei saperi e dei sapori che caratterizzano le nostre eccellenze enogastronomiche. Prodotti e luoghi diventano storie, produttori e tradizioni plasmano racconti, in una narrazione che valorizza il territorio, sviluppando nuove modalità di fruizione, nel cuore della manifestazione, in piazza Sant'Antonio, e tra le vie, fino a entrare negli antichi palazzi che custodiscono tesori. Per accompagnare i visitatori in un viaggio nel tempo e nello spazio, reale e immaginato. L'edizione 2026 sarà sostenibile e inclusiva, aperta a nuove collaborazioni, come quella con PizzAutobus Valtellina, che sarà presente per sfornare deliziose pizze e promuovere il lavoro per ragazzi nello spettro autistico.
Quello in via di definizione è un programma al solito vario e coinvolgente, in grado come nessun altro di dare rilievo e sostanza a un patrimonio di usi e tradizioni, di valorizzare le eccellenze agroalimentari e la maestria di chi le produce, che verrà reso noto nelle prossime settimane. Assaggi, laboratori, degustazioni, itinerari, stand dei produttori, antichi mestieri e rievocazioni, tra passato, presente e futuro, per un evento che ha 119 anni ma non li dimostra. La grande novità dell'edizione 2025, gli itinerari nelle valli laterali, è confermata anche per quest'anno: insieme a Morbegno, protagonista della manifestazione sarà la Bassa Valtellina nel suo insieme, per nuove esperienze da vivere.
Le premesse ci sono tutte: la piena condivisione dei partner, le scelte creative di Simona Nava di Sviluppo Creativo, il coordinamento organizzativo del Consorzio Turistico Porte di Valtellina: «Possiamo contare su professionalità locali di alto livello che a loro volta fanno crescere nuove figure, è un valore aggiunto per il territorio - conclude il presidente Papini -. L'identità culturale di una manifestazione viene da chi la crea, la realizza e la promuove, con impegno e soprattutto con passione, e noi siamo orgogliosi di quello che il nostro territorio è in grado di esprimere per la Mostra del Bitto».