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18/11/2018

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Il mio secondo palio a Livigno

FOTO CALENDARIO VALTELLINESE ©

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BLOG | 31/08/18

Per la seconda volta ho partecipato al Palio delle Contrade a Livigno.

Non come concorrente, tengo a precisarlo.

Cerco di partecipare agli eventi e faccio il possibile per presenziare e osservare con i miei occhi quello che succede, per poi raccontarlo attraverso le mie parole e cercare di trasmettere qualcosa di speciale.

Sono tornata a calpestare la neve di agosto a Livigno perché lo scorso anno mi era piaciuto l’evento. Quest’anno ancora di più.

Sempre lo stesso percorso, 1 km di neve lungo la via centrale del paese, portata e ben “sistemata” da camion e pale e gatti delle nevi.

La neve non è scesa dal cielo ad agosto (menomale…)ma è stata conservata con il metodo dello snow farming. Ovvero la neve scesa lo scorso inverno è stata accatastata sotto appositi teli in uno spazio dedicato, un grande prato in una zona quasi centrale di Livigno.

Chiunque transiti da quelle parti non può fare a meno di notare questo grande ammasso bianco. Qualcuno pensava ci fosse fieno o terra…e invece si nasconde sotto la preziosa neve che verrà poi utilizzata a metà ottobre per l’apertura dell’anello di sci di fondo.

A Livigno anticipano sempre i tempi e sono i primi ad avere una pista da fondo dove sciare ed allenarsi.

E lo sanno bene gli atleti della Nazionale Italiana di sci di Fondo che non mancano mai.

Ma torniamo al palio.  Livigno non ha bisogno di essere rinfrescata, perché basta una nuvola e la temperatura scende facendoti desiderare un maglione o magari anche un piumino anche in piena estate.

Nel caso del palio però il fresco arriva dal basso, dalla coltre di neve che rende tutto speciale, d’effetto e magico proprio perché è estate.

Tantissime persone hanno partecipato come spettatori per applaudire i campioni presenti per l’occasione. Dal campione del Mondo di fondo Federico “Chicco” Pellegrino, a Greta Laurent a Paolo Rodigari  Lisa Vittozzi grandi atleti nel biathlon. Presente anche la campionessa Dorothea Wierer, che si è contesa il podio con Lisa Vittozzi. La 1 K shot è stata una gara avvincente che ha tenuto con il fiato sospeso fino all’ultimo secondo. Le testimonianze degli atleti raccontano che sembra facile perché breve e invece l’adrenalina, la tensione e lo stress sono da comparare alle altre gare.

Divertimento anche per la campionessa livignasca di fondo, Marianna Longa che dopo 7 anni ha rimesso gli sci ai piedi piazzandosi 3^ assoluta tra le donne.

Spettacolo indimenticabile per il pubblico numeroso che ha tenuto il fiato sospeso e applaudito tutti gli atleti partecipanti.

Ancora una volta Livigno ha saputo creare un’atmosfera diversa, che lascia il segno dentro chi la vive. Non è da tutti partecipare ad una simile kermesse, poter avvicinare e fotografare campioni che con il sorriso, nonostante la stanchezza, rilasciavano autografi.

Ospiti speciali nel parterre di arrivo  l’ex slalomista azzurro Giorgio Rocca, Antonio Rossi, l’ex olimpionico della canoa ora sottosegretario in Regione Lombardia, il testimonial di Livigno nello sport per il Triathlon Giulio Molinari, prossimo a disputare il mondiale di triathlon a Kona, Sara Dossena, che sta preparando a Livigno la Maratona di New York e l’ex martellista Silvia Salis, attuale membro del coni e della giunta FIDAL.

Insomma nonostante l’aria umida a causa della pioggia che ogni tanto si faceva vedere e sentire, il calore nelle vie del piccolo Tibet si è sentito.

Dalle 18,30 alle 20,30 gli speaker hanno abilmente intrattenuto gli spettatori commentando dalla partenza all’arrivo, grazie anche ai megaschermi, le varie gare di fondo e biathlon.

Alle 21,00 è stata la volta di circa 500 livignaschi (solo ai residenti è concesso partecipare al palio) che in costume tradizionale o con travestimenti bizzarri  si sono avvicendati nella più veloce e stravagante gara di fondo organizzata in paese. Fino a mezzanotte hanno gareggiato per non perdere una tradizione a cui tutti sono molto legati e alla quale vogliono partecipare per divertirsi, emozionarsi, stare tra amici.

Il palio è sempre molto partecipato, una sfida divertente sulla neve che si svolge in una stagione quando la neve non cade (si spera).

La gente che tira fuori dagli armadi i costumi d’epoca, quelli di una volta, che indossavano gli avi. Quei costumi conservati gelosamente e con cura, da utilizzare per le grandi occasioni.

E i turisti che hanno la fortuna di vedere questa originale “sfilata di moda” si divertono ad osservare e fotografare qualcosa che non vivono nelle loro città, nei loro paesi.

Vengono per respirare l’aria delle tradizioni che per fortuna, qualcuno ancora conserva, in un mondo che corre veloce dietro alla tecnologia e alla modernità.

Dai bambini, ai ragazzi, alle donne, agli uomini, agli anziani.

Il palio è per tutti i Livignaschi che vogliono cimentarsi in questa simpatica sfida.

Sul viso di tutti si scorge un sorriso di soddisfazione per aver inforcato gli sci di fondo ad agosto e aver attraversato le vie del paese che solitamente si percorrono a piedi.

E poi avere così tanta gente intorno che applaude e fa il tifo anche agli sconosciuti…è cosa da brivido, quasi da maratona di New York!

Ogni anno gli iscritti aumentano, sarà perché davvero si divertono? Io credo di si…

Rispetto allo scorso anno la zona di arrivo era leggermente diversa, direi molto meglio.

La piazza del comune era ben organizzata.

Ho partecipato poi alla cena dove gli ospiti hanno potuto sedersi a tavola con gli atleti e le autorità. Io ho avuto la fortuna di sedermi al tavolo con Giulio Molinari, campione di triathlon che mi ha raccontato quanto si allena dall’età di 4 anni quando ha iniziato a correre, nuotare e andare in bici. Si allena quasi ogni giorno percorrendo come se nulla fosse o 100 km in bici, o 35 km a piedi i 5 km a nuoto. Io mi sentivo stanca anche solo a sentirglielo raccontare.

Da non sportiva quale sono io, ammiro davvero gli sforzi, la passione e la costanza di queste persone che dedicano gran parte della loro vita allo sport a costo di fare anche grandi sacrifici.

E’ vero che ci sono le soddisfazioni, ma nulla è regalato, il duro allenamento e a volte le rinunce fanno parte della loro vita. Questo per quanto riguarda ogni sport.

La cena è stata davvero deliziosa con piatti gustosi e non banali. Un menù studiato appositamente per l’occasione che ha deliziato tutti i palati.

Grazie ancora a Livigno per avermi invitato, alla simpatia e alla cortesia che hanno nei miei confronti ma anche di tutti quanti.

 

Ancora una volta nulla è stato lasciato al caso e credo che il resto della Valtellina non dovrebbe guardare al Piccolo Tibet solo con grande invidia, come spesso ne sento parlare, ma prendere come esempio da emulare  e magari creare i presupposti per una proficua collaborazione.

Diamo a Cesare quel che è di Cesare. Questo è il mio personale pensiero da libera Blogger.

 

 

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