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02/12/2020

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BLOG | 03/08/20 - Aprica

Durante una delle dirette FB di Calendario Valtellinese, ho conosciuto Sara Missaglia.

Avevo spesso letto di lei, delle sue competenze in fatto di vino, essendo sommelier per AIS, degustatrice, giornalista e anche docente.

Insomma una grande donna che ha fatto dell’oro di Bacco la sua passione e il suo lavoro.

Abbiamo parlato delle serate che ha organizzato ad Aprica, con un format apposito in tempi di Covid.

#stappatidicasa: 5 serate ognuna con diversi produttori di vino valtellinesi, pronti a far assaggiare e a raccontare la loro etichetta.

Sara, gentilissima, non ha perso occasione per invitarmi ad uno degli appuntamenti a cui ho partecipato con piacere venerdì 31 luglio.

Da totale inesperta e ignorante quando si tratta di degustare vino, avevo già partecipato nel passato a diverse degustazioni.

Perché in fondo, quando non conosco qualcosa mi piace approfondire e sapere, presa anche dalla mia curiosità e desiderio di crescita personale.

La serata in Aprica è stata totalmente diversa dalle altre.

Davanti ad un pubblico di circa 30 persone, limite massimo degli ospiti per mantenere le distanze di sicurezza, Sara ha raccontato con grande maestria ed entusiasmo, un po’ di storia del vino valtellinese, parlando delle vigne, dei terrazzamenti, della differenza che fa il prodotto valtellinese rispetto agli altri vini.

Ha saputo trasmettere, con le sue parole e il suo carisma il grande lavoro, la fatica, la perseveranza, le difficoltà, ma soprattutto la grande passione di chi in Valtellina si dedica alla viticoltura e alla produzione di vino.

Da valtellinese sono rimasta stupita da tanto trasporto (Sara da una vita trascorre le sue vacanze a Teglio) tuttavia ho percepito tutta la sua competenza, la professionalità e la grande simpatia.

Donna solare ed energica che un po’ mi somiglia.

Gli ospiti della serata, Marco Triacca di vini La Perla, Marco Fay di Vini Fay e Davide Fasolini di Dirupi hanno presentato le loro etichette, raccontando ognuno un po’ della loro storia tra le vigne. Tutti trascorrono la maggior parte della loro giornata tra i filari e in cantina.

Tutti credono fortemente in quello che fanno ma soprattutto in come lo fanno.

Un’agricoltura curata, selezionata che punta alla qualità, non tanto alla quantità.

Poter portare quel prezioso “liquido” nelle botti ad affinare e invecchiare, poterlo travasare nelle bottiglie, metterci la propria etichetta e poi vederlo delicatamente versato in un calice, pronto per essere gustato è una mission comune. Una mission che fa illuminare i loro occhi mentre ne parlano.

Zone diverse (Triacca e Fay sono in zona Valgella, “Faso” in zona Grumello) che producono dei Valtellina Superiore DOCG eccellenti.

Marco Triacca, dopo aver raccontato la sua passione ereditata dal padre Domenico Triacca e della particolarità dei suoi vigneti coltivati con sistemazione dei filari a girapoggio,

 presenta un vino spumante metodo classico Extra Brut La Perla.

Un’eccellente bollicina, ricavato da uva pignola autoctona, che non ha nulla da invidiare ad altre etichette di Metodo Classico proveniente da diverse zone d’Italia, anzi.

Per chi vuole degustare Valtellina a partire dall’aperitivo, ecco il vino giusto.

Delicato, con le bollicine naturali che frizzano nel calice per molto tempo.

Posso dire che a differenza di altri vini spumanti che mi è capitato di assaggiare solitamente, questo non provoca gonfiore né bruciore di stomaco! Sarà perché la sua lavorazione fa la differenza? Credo proprio di si.

Ti invito a provarlo e te ne innamorerai.

Poi è la volta di Marco Fay, anche egli proveniente da una famiglia di viticoltori e vinificatori, ci parla del suo vino rosso Valtellina Superiore DOCG, Cà Morei, ricavato da uve Nebbiolo (Chiavennasca).

In questo caso, solo sollevando il calice e osservando il colore violaceo del vino, si può immaginare qualcosa della lavorazione delle vite che dai suoi terrazzamenti regala vini sempre diversi.

 Perché anche solo un raggio di sole da un’ angolazione differente, porta una diversa maturazione dell’uva. Ecco perché i vini valtellinesi sono così speciali, unici, una ricchezza di cui dobbiamo andare fieri.

Il profumo inebriante del rosso Fay ti porta a pensare ai cibi tipici valtellinesi quali pizzoccheri e sciatt, con i quali si sposa alla perfezione.

Ma non solo con quelli direi… Degustato, va giù che è un piacere.

Ed è il momento dello spumeggiante Davide Fasolini, conosciuto come “Faso” che ci presenta Gèss,  il suo Valtellina Superiore DOCG Grumello, ovviamente della loro etichetta DIRUPI.

Una cantina giovane e innovativa ma sicuramente non da meno rispetto agli altri.

Faso e il suo socio Birba, hanno dato quel tocco di energia ad un lavoro non sicuramente facile per dei ragazzi.

Hai presente molti giovani di oggi che dicono “voia de fan saltèm adoss che me sposti” (voglia di farne saltami addosso che mi sposto)? Ecco, non è il loro caso.

Sanno unire il sorriso e la spensieratezza alla loro produzione di eccellenza, che fa trasparire grande passione e professionalità, producendo un vino che sa infondere tutti i piaceri del palato. Assolutamente promosso anche in questo caso.

Faso ci parla poi di quella che è veramente una via importante per gli appassionati di vino che giungono in Valtellina: La strada del vino valtellina.

Ovvero 67 km di strada panoramica tra vigneti terrazzati lungo le vigne della provincia di Sondrio.

Un vero e proprio calendario percorso degustazioni, dove scegliere la cantina preferita, conoscere i produttori e ovviamente degustare vini valtellinesi.

Durante la serata ospite anche Bruno Delle Coste, direttore di Melavì , cooperativa  ortofrutticola, che parla di un’altra tipica coltivazione in Valtellina, ovvero le mele.

Distribuiti principalmente tra Ponte in Valtellina e Villa di Tirano, i meleti sfoggiano i loro preziosi frutti (a volte ricoperti da reti antigrandine e anti-cimici) conosciuti e distribuiti in molte regioni d’Italia.  A tutti i presenti regala un tubo di mele Rockit, l’ultima novità di casa.

Interviene anche Gianluca Bassola, titolare del Ristorante Trippi e presidente del Gruppo Ristoratori valtellinesi.

Spiega l’importanza della qualità a tavola, non solo del cibo ma anche del vino.

Molto meticoloso nel suo lavoro, sempre alla ricerca di eccellenze, ha deciso di proporre una carta di vini in primis valtellinesi oltre ad etichette provenienti dal resto delle regioni d’Italia ed Europa. Ma soprattutto ha deciso di “abolire” del tutto il prosecco a favore del Brut La Perla di Marco Triacca.

Un pensiero che da sempre condivido, quello di portare sulle tavole dei ristoranti valtellinesi il più possibile prodotti km, zero, prodotti dalla nostra terra.

Questo è il modo migliore per dare forza ad un indotto che merita di essere conosciuto e diffuso, per far uscire tutta la Valtellina dai suoi confini e promuovere il suo nome, i suoi produttori, i suoi prodotti eno gastronomici e le sue peculiarità, mettendo da parte ogni campanilismo.

E dulcis in fundo…è stato il mio turno.

Ma non ti dico nulla del mio intervento.

Guarda il video…

Gustati anche le foto della serata qui sotto, anche se non sono una fotografa perfetta!

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