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Tirano: drappo rosso per la giornata mondiale contro la violenza sulle donne

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24/11/22

Il rosso è il colore del sangue, della passione, purtroppo anche della violenza.

Ma il rosso è altresì il  simbolo potente della volontà di reagire alla violenza, in particolare quella di genere.

I simboli sono strumenti importanti per dare forza ad una battaglia, per sensibilizzare le coscienze, per riunire tante persone intorno ad un obiettivo, quello di contrastare uno dei fenomeni più odiosi della nostra società.

Per questo anche quest’anno il Comune di Tirano, in occasione del 25 novembre, Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne, espone un drappo rosso dal balcone del Municipio, affacciato su Piazza Cavour, e accende idealmente una luce su questo tema, che reclama attenzione e impegno attivo.

La violenza sulle donne è una vera piaga sociale, infìda e subdola, perché si manifesta non solo nelle forme più drammaticamente plateali della violenza fisica, delle percosse e degli abusi sessuali fino all’uxoricidio, ma perché attecchisce anche negli stereotipi, nelle molteplici espressioni di una cultura sessista di possesso e di controllo, che ancora confina la donna ad un ruolo di subalternità.

Accade in casa, l’ambiente in apparenza più protetto, ma anche il più difficile da scardinare, dove i carnefici sono i padri, i mariti, i compagni, i fratelli o i figli.

Accade nei luoghi di lavoro, e a volte purtroppo anche a scuola, dove le donne e le ragazze sono sottoposte da superiori, colleghi e compagni a soprusi, molestie fisiche, maltrattamenti psicologici, insidie o ancor peggio abusi sessuali, persecuzioni, discriminazioni, ricatti.

Accade nelle relazioni sociali e di coppia, dove la donna si trova in una condizione di inferiorità, mancanza di autonomia.

In tutti questi contesti la solitudine è spesso una barriera invalicabile, un fattore di debolezza che impedisce di abbattere il muro del silenzio, della sopportazione, della privazione di libertà. 

Per questo la prevenzione e il contrasto alla violenza sulle donne, il riscatto da una condizione femminile di oppressione, sono compito della collettività, in ogni sua articolazione: le istituzioni civili, le forze dell’ordine, la scuola, le associazioni di volontariato, i più disparati luoghi di aggregazione, i cittadini e le cittadine.

Estirpare le radici culturali della violenza sulle donne è la sfida più difficile, che oggi richiede un impegno ancora maggiore, in una società sempre più multietnica e complessa, in cui coesistono concezioni e mentalità, di ispirazione laica o religiosa, molto diverse.

Occorre avere conoscenza e comprensione delle origini di queste diverse culture, del retaggio di cui sono portatrici, ma occorre anche tenere ben chiaro e saldo il sistema condiviso di valori sociali, sotteso alle leggi che regolano la nostra convivenza, in cui tutti si identifichino, che riconosca alla donna un ruolo pienamente paritario.

Per fare questo occorre promuovere un’idea nuova di rispetto, di parità di genere, di dignità della persona, di rapporto uomo-donna. Una strada di cambiamento che uomini e donne devono percorrere insieme.

Qui il calendario completo degli eventi in Valtellina e Valchiavenna --->  http://bit.ly/2TZskCR