Siamo andati a Castionetto di Chiuro, davanti a una torre che un tempo difendeva la valle e che oggi custodisce un senno perduto. Il senno è di Orlando. Come ci sia finito, e come finisce la giornata, lo trovate qui sotto.
Dov’è la Torre di Castionetto e com’è fatta?
La torre sorge a Castionetto, frazione di Chiuro, a mezza costa sul versante retico, a picco sulla Valfontana e a circa 689 metri di quota. Si raggiunge con una breve deviazione dalla strada panoramica Sondrio-Teglio.
Ha pianta quadrata di circa 11 metri per lato, è alta circa 15 metri e ha muri spessi oltre 2,5 metri alla base. Ha perso i merli e parte della sommità. Il portale originario sta a più di 3 metri da terra: due feritoie sopra la porta fanno pensare a un ponte levatoio, ma è un’ipotesi ricavata dai dettagli costruttivi. Una scala in pietra voltata collega i piani.
Chi costruì la Torre di Castionetto?
La tradizione l’attribuisce a Stefano Quadrio, capitano militare che guidò Chiuro tra la fine del Trecento e la prima metà del Quattrocento. Documenti sulla data di costruzione non esistono, e gli studiosi la collocano tra il XII e il XV secolo. Per questo diciamo solo “torre medievale legata ai Quadrio”.
Secondo le schede locali, nel 1487 fu un baluardo contro la tentata invasione dei Grigioni, sotto il comando di Zenone Groppello. Nel 1622 risultava della Scuola del Rosario, poi della Scuola del SS. Sacramento. Nel 1885 fu espropriata e divenne proprietà comunale. Poi cadde in abbandono. Il restauro, con i fondi della Legge Valtellina, l’ha riaperta al pubblico nel maggio 2003.
Perché si chiama Torre di Roncisvalle?
Il nome più antico è quello del luogo. In un atto del 1460 la vendita di una proprietà è collocata “ad Ronzivallem”, cioè sotto la torre, dove c’erano vigneti terrazzati. Il documento attesta il luogo, non il nome dell’edificio.
Sul significato di quel nome ci sono due spiegazioni, riportate dalle fonti locali. Il filologo Cesare Segre lo riconduce a “roscida valle”, cioè valle umida, e a “ronco”, da runcare: dissodare un terreno per piantarci la vite. Nessuna delle due è dimostrata.
Poi c’è la coincidenza. Roncisvalle è anche il luogo della Navarra dove, nella leggenda, muore Orlando. Da qui nasce la proposta moderna di chiamare la torre “Torre di Roncisvalle”. Il collegamento è culturale e non prova l’etimologia. La data in cui il nome è stato usato per la prima volta per la torre è ancora da verificare.
Cosa c’entra l’Orlando Furioso?
L’Orlando Furioso è il poema di Ludovico Ariosto. Orlando, cavaliere di Carlo Magno, impazzisce per amore. Un altro cavaliere, Astolfo, va sulla Luna a recuperare la sua ragione, e la trova dentro un’ampolla. L’Ippogrifo, metà aquila e metà cavallo, è una delle creature del poema.
Al livello superiore della torre c’è una scultura dell’Ippogrifo, opera dell’artista Raffaele Menonna, detto MERA. Sulla didascalia è datata 2016, e il sito del progetto la collega alle iniziative per i cinquecento anni dalla prima edizione del poema, uscita nel 1516. Nel reel si vedono anche le ampolle del senno.
La torre fa parte di Orlando Furioso in Valtellina, un percorso culturale che comprende altri tre luoghi: Palazzo Valenti a Talamona, il Castello Masegra a Sondrio e Palazzo Besta a Teglio. Il sito del progetto è firmato dall’Associazione culturale Bradamante di Teglio.
Quindi Ariosto è passato di qui? Nessuna fonte consultata lo dice. Il poema è arrivato alla torre attraverso un nome e un allestimento, e la storia del luogo resta quella di una fortificazione.
Ristorante Da Silvio Fancoli: cucina valtellinese a Castionetto
Finita la visita, ci siamo seduti a tavola da Silvio, a Castionetto. Il Ristorante Da Silvio Fancoli è partner di questo episodio. È un ristorante storico della frazione, a gestione familiare, che c’è in Valtellina da tanti anni. Oggi lo guidano due giovani fratelli, Daniele e Renato.
La cucina è quella tradizionale valtellinese, legata ai prodotti del territorio, a una selezione accurata delle materie prime e alla stagionalità. Si mangiano ottimi sciatt, pizzoccheri e tarozz, pasta fatta in casa, tagliatelle alla selvaggina o ai funghi, ragù di selvaggina, polenta e ottima carne, con vini locali.
Oltre al bar e alla sala principale, c’è una sala al piano inferiore scavata nelle rocce. Nel reel si vedono la sala e un piatto di tagliolini ai funghi. Per prenotare il sito invita a telefonare direttamente.
📍 Via Madonnina 2/4, Castionetto di Chiuro (SO)
📞 +39 0342 563006
🌐 ristorantedasilviofancoli.it
Facebook: Ristorante DA Silvio Fancoli