Il Roseto del Drago: i segreti di Casa Cassan

gio, 10/09/2026 - blog

C'è una casa a Ponte in Valtellina che dalla strada sembra una casa qualunque.

Dietro, però, c'è un mondo intero: rose con nome e cognome, uno schioppo tirato fuori per un rubinetto, una lettera del 1897 sotto il pavimento.

Si chiama Roseto del Drago®, ed è il marchio registrato di Casa Cassan

Una casa con quattro secoli sulle spalle

Partiamo dai fatti, che qui ce ne sono parecchi. Casa Cassan nasce inglobando almeno due edifici del Quattro-Cinquecento. Prima fu dei Quadrio Peranda, poi, dalla fine del Settecento, passò alla famiglia Gerosa-Foppoli-Cassan. Che ci vive ancora oggi.

Dietro la facciata ci sono corti, un'ala rustica, cantine, un parco. Tutto quello che dalla strada proprio non si immagina. Ed è già di per sé una sorpresa: la casa "normale" che nasconde un giardino segreto.

Le rose che hanno un nome e un cognome

Ma il cuore del Roseto non sono i muri. Sono le rose.

Nel giardino coltivato amorevolmente da Antonello Cassan, convivono varietà recenti e rose antiche, arrivate da altri giardini e da altre storie. Fin qui, un roseto come tanti.

Poi scopri che alcune di quelle rose portano il nome di una persona vera. Persone amate, o persone che secondo il racconto del proprietario hanno lasciato un segno abbastanza forte da meritarsi una rosa tutta loro.

E qui arriva il dettaglio che mi ha fatto pensare: non tutte quelle persone sanno di avere una rosa con il loro nome. Girano per il mondo senza saperlo.

C'è anche un'altra parte del racconto, più delicata, che riguarda un legame simbolico tra le persone e le rose: secondo chi custodisce il giardino, in coincidenza con eventi molto negativi alcune rose avrebbero sofferto, o non ce l'avrebbero fatta. Questo va detto per quello che è: un racconto, una lettura del Guardiano del Roseto. Non un fenomeno da manuale di botanica.

La guerra dell'acqua

Cambiamo completamente argomento, perché a Casa Cassan c'è anche una storia con lo schioppo di mezzo.

Per anni, intorno alla sorgente e al Valón, si combatté quella che viene ricordata come una vera "guerra dell'acqua". Un vicino tentava di deviare l'acqua verso i propri terreni. Carlin Gerosa, nonno di Antonello, che quella casa la abitava, non era tipo da lasciar correre: secondo il racconto tramandato, arrivò a riprendersi l'acqua armato di schioppo.

Fece anche costruire una grande vasca di raccolta, e oggi nel giardino restano ancora antiche condutture in pietra e diversi punti d'acqua. Prove concrete di una battaglia molto meno pacifica di quanto un roseto lasci immaginare.

Un messaggio dal 1897

Durante i restauri della casa è successa una di quelle cose che capitano una volta ogni cent'anni. Letteralmente.

Sotto il pavimento sono spuntate una bottiglia di vino e una lettera, lasciate dal sacerdote Giuseppe Foppoli. Datata 22 ottobre 1897, la lettera racconta un piccolo spaccato della Ponte di allora: il prezzo del vino, la popolazione, le latterie. Dettagli minuscoli, che messi insieme ricostruiscono una giornata qualunque di più di cent'anni fa.

Un frigorifero prima del frigorifero

In una delle stanze affrescate della casa c'è un armadio a muro collegato a un condotto che porta su l'aria fresca della cantina. Un frigorifero naturale, costruito senza corrente, che funzionava benissimo molto prima che qualcuno inventasse quello elettrico.

Oggi quello stesso armadio è diventato una libreria. Il condotto è ancora lì, sotto i libri.

Il mistero che resta un mistero

E poi c'è quello che ancora non sappiamo con certezza.

Una memoria antica racconta di un possibile passaggio sotterraneo tra Casa Cassan e il palazzo di fronte, appartenuto ai Guicciardi dei Cavalieri di Santo Stefano. Nessun documento lo conferma con sicurezza. Resta un "forse", una di quelle storie che si tramandano proprio perché nessuno le ha mai del tutto smentite.

Tra le cantine, tra l'altro, si trovano ancora un torchio e delle botti particolari, rivestite internamente in vetro, costruite sul posto da una ditta svizzera di Zollikon.

Il fondale che aspetta ancora una foto

C'è poi una parete dipinta che merita un capitolo a sé. Nei primi del Novecento, un pittore aveva il suo studio proprio dentro Casa Cassan, e su quella parete dipinse un fondale, una sorta di quinta scenografica d'altri tempi, davanti al quale le famiglie del paese si mettevano in posa per farsi fotografare.

Quel fondale è ancora lì. E oggi, davanti a quella stessa parete, si può ancora scattare una foto: lo stesso gesto di più di cent'anni fa.

La raccontiamo anche in video

La storia della Santa Casa di Tresivio è protagonista dell'ottavo episodio di Tra Radici e Segreti, la serie video che vede la collaborazione tra Calendario Valtellinese e Waltella Vibes.

Se vuoi rivedere il reel, lo trovi sul nostro profilo YouTube

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Cosa resta, alla fine

Casa Cassan è tante cose insieme: una dimora di famiglia, un archivio di storie, un piccolo museo diffuso di vita quotidiana valtellinese. Ma il Roseto del Drago è la parte che la rende unica: un giardino dove le rose non sono solo piante, sono ricordi con le radici.

Se siete passati davanti a questa casa senza saperlo, ora lo sapete. E se un giorno scoprirete di avere una rosa con il vostro nome da qualche parte in Valtellina, be', consideratevi fortunati.

Cosa fare oggi al Roseto del Drago

Oggi Casa Cassan è anche una casa vacanze. E chi la sceglie non viene solo per dormire.

Si vive dentro questa casa d'epoca come fosse la propria: si può usare la libreria, quella ricavata dal vecchio "frigorifero", il soggiorno con gli affreschi, l'antica cucina. Non solo la camera: tutti gli ambienti sono a disposizione, con quella libertà che di solito in una casa vacanze non c'è.

Ed è un posto che invita a rallentare sul serio. C'è chi arriva per un weekend e finisce per non uscire più per una settimana intera: resta in giardino a leggere, tra le rose che portano nomi di persone vere, dentro un silenzio che tra queste mura si sente davvero. Niente rumori di città, niente fretta.

Per chi ama il verde, la primavera è il momento giusto: è quando il roseto è al massimo della fioritura, con le oltre cento varietà che convivono nello stesso giardino.

Casa Cassan, in fondo, continua a fare quello che ha sempre fatto: custodire storie e persone. Solo che oggi, per un po' di giorni, quelle persone potete essere voi.

Trovate tutte le informazioni sulla pagina dedicata di Calendario Valtellinese

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